mercoledì 5 gennaio 2011

Sono piu' di un miliardo

Ce ne sono dappertutto. Calcutta ha la fama di citta'-formicaio e credo proprio che mai nome fu piu' indovinato. Le strade sono piene di gente che sciama in ogni direzione. Alcuni di loro ti sollecitano: vecchi che chiedono la carita', giovani che sono semplicemente curiosi di conoscere un europeo e ti domandano da dove vieni, bambini che ti chiedono le caramelle.
Certe volte si muovono in gruppo nelle le strade, come per i funerali o i comizi politici.
Altre sono stipati sui mezzi di trasporto: camion bus o treni.
Persino alla televisione se ne vedono sempre tanti alla volta. I films di Bollywood sono pieni di balletti con decine di danzatori e scene girate tra la massa della gente.
Quando al ritorno mi chiederanno: "Come e' l'India?", rispondero': "E' piena di Indiani".

Dedicato a una tredicenne

Carissima Marta,

oggi e' il tuo compleanno.

So che tutti i giorni leggi questo blog e allora ho pensato di utilizzarlo per farti gli auguri.
Che le tue giornate siano felici e che tu possa crescere forte.
Ma soprattutto ti auguro di sperimentare l'immensa gioia che si prova quando si puo' donare agli altri.

Un abbraccio

Papa'

martedì 4 gennaio 2011

Il corpo sofferente di Cristo.

Seba l'ha imboccato perche' da solo non riusciva a mangiare. Fatica a reggersi in piedi. E' talmente magro che sotto la pelle si riconoscono le ossa. Il piede sinistro, piu' corto del normale, e' fasciato e la benda e' macchiata di sangue. Si capisce che gli mancano le dita. Nelle gambe ha alcune ferite aperte sulle quali vanno a posarsi le mosche.
Mauro ha preso il Vita Merfen e glielo ha spalmato sulle piaghe. Poi, in due, l'abbiamo sollevato (pesava si e no 30 chili) e l'abbiamo portato nel dormitorio. L'abbiamo coricato, gli abbiamo messo addosso una coperta e l'abbiamo accarezzato. Lui ci ha risposto con uno splendido sorriso.
Mi sono allora venute in mente le parole di Madre Teresa che avevo letto ieri sera: "Quando ci occupiamo del malato e del bisognoso noi tocchiamo il corpo sofferente di Cristo e questo tocco ci rende eroici: ci fa scordare la ripugnanza e le tendenze naturali che sono in noi."

4.01.2011

Questa mattina siamo ritornati a Prem Dan per il nostro servizio di volontariato, ora ci sono nuovi gruppi di volontari che si sono attivati a svolgere gl'umili compiti di pulizia dei piazzali , di lavaggio delle masserizie, di stendere il bucato , ecc., noi incominciamo ad avere un occhio attento all'individuo e a cercare di assisterli con piu`calore umano . In questo modo la mattinata e` corsa via e siamo usciti da Prem Dan soollevati e contenti.
Nel pomeriggio abbiamo avuto l'incontro con due suore italiane per avere una testimonianza diretta sulle loro scelta di vita ed avere informazioni dirette sull'organizzazione della congregazione delle missionarie della carita.
Suor Adriana , 55 anni, bresciana, ha raggiunto trent'anni di professione (n.2000), e` nel consiglio della congregazione che conta due indiane, una germanica, e un'australiana. Molte le notizie curiose che ci ha fornito sull'ordinamento e le regole delle Missionarie della Carita`, ma cio` che probabilmente ha colpito tutti e` la naturalezza, senza sottintesi o giri di parole con cui ha descritto la sua vocazione. Per essere sincero e senza riportare parole non mie o di troppo, occorrerebbe proporvi una registrazione della sua storia, rinuncio pertanto al mio compito di cronaca, assicurandovi in ogni caso l'onesta` del suo racconto che abbiamo ascoltato con partecipazione e compreso soprattutto come la vocazione e`un dono di Dio che bisogna avere il coraggio di raccoglierlo.
Diversa e` la storia di suor Chefas , una vocazione tardiva a cinquant'anni, suora dal 2005. Interessante e altrettanto sincero e spontaneo il racconto della sua storia. Dalla sua citta` di Catania con vita da singol e tutti gli agi di chi ha un lavoro assicurato, si ritrova ora qui a Calcutta pienamente realizzata, nella congregazione si occupa dell`archivio della Casa Madre.
L`incontro e` filato via per piu` di un'ora e mezza e vi assicuro che l'attenzione e` stata massima, le abbiamo lasciate alle loro attivita`ringraziandole per la loro testimonianza e salutandole con emozione, poi sono scomparse nel "via vai" di questa casa straordinaria dove e` possibile incontrare persone provenienti da tutto il mondo.
Ed e` gia` sera, seguira` l'adorazione in un silenzio paradossalmente rumoroso per l'intensissimo traffico della Acharya Jagdish Chandria Borse Road, poi cena e riposo.

Infrastrutture ed ecocentri...

Calcutta e` grande, Calcutta e` vecchia, Calcutta e` nuova, Calcutta e` diversa in ogni strada.
In poche decine o centinaia di metri le situazioni possono cambiare, in meglio, ma soprattutto in peggio. Le vie principali sono poche. Qui ci sono gli edifici piu` grandi. Dietro a questi magari delle palazzine d`abitazione recintate e poi, come a riempire i vuoti e comunque, sulle strade secondarie e sui vicoli, si affacciano vecchi palazzi, edifici e casette fatiscenti che possono risalire all`epoca coloniale. Lo sviluppo edilizio si sta realizzando in direzione dell`aeroporto.
Le infrastrutture sono carenti, la loro manutenzione anche. Chilometri di cavi elettrici e telefonici sono appesi ai lampioni delle strade o alle facciate delle case. Le cabine di trasformazione servono da tetto per spacci di cibo o altre attivita`, gli armadi delle centraline telefoniche e i quadri elettrici di distribuzione secondaria lungo le strade sono quasi sempre arrugginiti, e in generale, in stato pietoso e/o usati come ripari per fare i propri bisogni. Alcuni scavi che abbiamo potuto vedere, ci mostrano che anche sotto terra le cose non sono messe meglio... anzi. Oserei dire che gli operai delle aziende tipo "AIL" o "SWISSCOM" sono dei veri geni! Li abbiamo visti all`opera con certi mezzi...
Da quello che abbiamo potuto vedere e capire, anche nel nostro albergo, l`indiano non ha una grande propensione per i lavori di manutenzione corrente e, tanto meno, per quella straordinaria. Cosi`, con l`aiuto dello smog, tutto si confonde in una vasta tonalita` di "colori" che vanno dal grigio chiaro al nero piu` cupo. A volte, poco si intravvede dei colori originali. Senza contare che anche il clima, con le piogge monsoniche, ci mette del suo.
Anche l`acqua viene distribuita in modo differente a seconda dei quartieri. Ci sono quelli con l`acqua corrente nelle case, quelli che ce l`hanno nelle case e nelle "fontane" pubbliche e ci sono quelli che hanno solo delle pompe a mano nelle strade (avete in mente la pompa dell`acqua nella fattoria dei cow boys? ecco, quella). Quindi la mattina, andando da una parte o dall`altra per i nostri servizi, oppure esplorando la citta` nei momenti liberi del pomeriggio, assistiamo a riti di lavaggio collettivo di corpi, panni, stoviglie,... e al riempimento di ogni genere di contenitori, perfino di otri in pelle... per portasi l`acqua in casa. E poi ci sono i luoghi in cui l`acqua viene portata con dei camion cisterna di colore giallo, con la scritta "SERVIZIO ACQUA POTABILE". Sia chiaro: in qualunque modo l`acqua vi arrivi in casa o in albergo, non bevetela. Per noi non e` certamente potabile e qualche dubbio l`abbiamo che lo sia anche per loro.
I motivi? Tutte le fognature si riversano nel grande fiume Hugli, un ramo dell`ancora piu` grande Gange. Le fognature sotto le strade sembrano essere in pessime condizioni. In gran parte dei quartieri, molte delle acque di scolo di cucine e simili finiscono direttamente nelle canalette lungo i marciapiedi e sulla strada finisce praticamnte tutta la spazzatura che viene prodotta. Oltre alle abitazioni ci sono centinaia, migliaia di piccole rivendite di cibo, banchetti di frutta e verdura, chioschi,... la gente qui vive nelle strade e tutto resta sulle strade. Fino ad oggi non abbiamo visto un solo cassonetto o cestino pubblico dei rifiuti. Cosi la falda e` sicuramente inquinata.
Ci abbiamo messo un po` a capire cosa succedeva con la spazzatura. Siamo arrivati a Calcutta ormai a mattina inoltrata e quindi i marciapiedi e i bordi delle strade erano gia` invasi dai rifiuti, la mattina seguente non ci abbiamo fatto caso, ma poi abbiamo osservato che si, la mattina le strade e i marciapiedi sembravano, o erano piu`, puliti, ma agli angoli di certe strade c`erano mucchi di immondizia di ogni genere.
Ecco cosa succede... piu` o meno tutti scopano davanti alla propria porta e riversano la sporcizia nella canaletta del marciapiede o l`appoggiano in un mucchietto contro la facciata delle case. Un addetto, regolarmente senza una divisa, con ciabatte ai piedi e vestiti malconci addosso, passa con una specie di carretto/cassonetto e raccoglie questi mucchi. A seconda del quartiere, della strada o di un`altra situazione di cui non siamo a conoscenza, trasporta e riversa poi quanto raccolto in punti stabiliti. Qui, dopo un certo tempo, probabilmente determinato dalla dimensione del mucchio, arriva una squadra che carica i rifiuti a mano su di un camion oppure, sempre per i motivi di cui sopra, se il centro di "raccolta" e` importante eseguono il lavoro con un trax. Non viene fatto nessun tipo di riciclaggio a monte. Il riciclaggio si fa alla fine del ciclo. Su questi mucchi vediamo all`opera i riciclatori. Persone che con in mano un sacco raccolgono carta, pet, metallo, legno... vivendo di questo. Stamattina, seguendo uno di questi netturbini, abbiamo scoperto una strada destinata ad immondezzaio. C`erano i camion, il trax, ma anche le capanne fatte di plastiche e altro materiale in cui vivono i riciclatori. Il dubbio era che anche i netturbini vivessero li. In questo caso, c`erano almeno due famiglie complete indaffarate nella raccolta separata mentre il trax caricava i camion.
Qui si separa quasi tutto quello che e` riusabile in un modo o nell`altro. Qui i rifiuti fanno sopravvivere, pur nella miseria, intere famiglie.

L'inverno di Calcutta

Stanotte a Calcutta ha fatto freddo. Per andare alla messa delle 6 siamo usciti con pullover e calze. C'e' anche un certo venticello, il che non e' male perche' spazza via un po' della terribile cappa di inquinamento che grava sulla citta'. La gente si avvolge in vestiti, sciarpe e coperte, cercando di coprire anche la testa. Alcuni indossano cappelli di lana o passamontagna. Sulla strada verso la Casa Madre ho visto una signora anziana che si scaldava attorno alle ceneri di uno dei tanti fuocherelli accesi durante la notte per bruciare la spazzatura.

Certamente non e' facile per chi vive sulla strada. Ieri sera i nostri vicini hanno messo a letto i figli avvolgendoli in vari strati di vestiti. Al piu' piccolino hanno messo addosso anche una specie di telo impermeabile. Hanno trascorso buona parte della serata a scaldarsi attorno al fuoco. Un fuoco con il fumo nero, alimentato certamente con plastiche e rifiuti. A guardarli di giorno, sembrano dei magnani. Ieri sera, dopo una cena frugale anche per noi, dati i ben noti problemi intestinali, abbiamo portato loro alcuni pezzi di nan, che e' un po' il pane di queste parti. Ne prendiamo sempre un po' per cena, e quello che avanza lo distribuiamo a chi ha fame.

Durante la funzione, molte suore erano a piedi nudi. La loro condivisione con i piu' poveri tra i poveri passa anche da questi dettagli.

Una lezione da imparare

Sono nella cappella della Casa Madre per un momento di preghiera e di riflessione. Ci sono alcune suore sedute nella caratteristica posizione di Madre Teresa con le gambe accovacciate di fianco, immobili, asssorte in profonda e silenziosa preghiera. Il grande salone che funge da cappella e` avvolto da un`atmosfera speciale, oserei dire mistica mentre dall`esterno provengono i rumori assordanti della Bose Road, una delle strade piu` trafficate di Calcutta. Qui dentro si respira la pace, la tranquillita`, quella situazione di benessere fisico e spirituale nella quale vorremmo sempre vivere.
Arriva un gruppo di novizie per una preghiera comune intercalata da ritornelli cantati (come sono dolci e soavi i canti delle suore di Madre Teresa!). Poi, individualmente e in silenzio pregano la Via Crucis passando davanti ai quadri della 14 stazioni appesi alle pareti (ma perche` non ci sono in tutte le nostre chiese in Ticino?). Passano davanti a me che sono seduto su una panchina proprio sotto i quadri di alcune stazioni. Sui loro volti si legge una tranquillita` e una serenita` che allargano il cuore. Vivo un momento di grande pace interiore. La Via Crucis e` pregata anche da alcune suore che in cappella non mancano mai. Non dobbiamo forse imparare anche noi a pregare e meditare piu` sovente la Via Crucis? Non dobbiamo forse imparare ad amare di piu` il Signore come ci insegnano le Suore missionarie della carita`?

Una promessa: andremo a Gerusalemme a pregare sulla Via Dolorosa che il Signore ha percorso il venerdi` santo salendo al Calvario.